Stavo parlando con un amico rumeno, sordo profondo, di una cosa importante: la normalità. Il suo punto di vista maschile, che io comprendo bene, credo che rispecchia tante persone, ma mi chiedo se rispecchiano di più gli uomini rispetto le donne.
Esistono da sempre i pregiudizi secondo la quale una persona con un deficit uditivo „non è normale”, invece tutti quelli che sentono „sono normali”.
Questa discriminazione o autodiscriminazione in base al deficit è una grande ingiustizia secondo me. Ma cos'è la normalità?
Dice che l'impossibilità usare il telefono, non poter avere un lavoro che ti piacerebbe fare, non capire davanti al ufficio quando hai da risolvere qualche cosa, non capire certi voci delle persone sconosciute..., non capire alla tv senza i sottotitoli, dipendente sempre o quasi sempre di una persona, sempre chiedere un aiuto a qualcuno, vuol dire non essere normale. Sicuramente non poter fare tutte quelle cose neccessari nella vita personale che danno la dipendenza di altre persone, conduce ad una vita „non normale”, ma non possiamo pensare che non siamo normali.
Lui mi ha raccontato un pò di sè, ha perso pian piano le frequenze importanti, prima di perdere l'udito in età adulta-ex-udente- ha fatto la musica, e adesso non può fare più le cose che amava e ha dovuto cambiare professione, ma va sempre difficile senza usare il telefono perchè perde i clienti. Certamente il passeggio è un pò drammatico. Sua moglie non ha problemi di udito.
Dice che ha accetato la sordità, ma accetta anche il fatto che non sarà „mai normale”-sono le sue parole- se non riesce fare le cose normali. Sembra un pesimista, ma ha anche un'amore della bellezza della vita che mi piace.
Non sa ancora se delle protesi più performanti lo aiuterebbero, e con l'impianto cocleare in Romania non se ne parla nemmeno. Sono veramente in pochi quali riuscrebbero pagare il prezzo altissimo tra 20.000-25.000 euro, e questo è il prezzo solo dell'impianto-dipende dalla clinica e della marca dell'impianto-senza mettere anche la logopedia, asigurazione pezzi di ricambio, asistenza tecnica, mappaggio-tutte queste non sono assigurati nemmeno per i bimbi, forse solo la logopedia per i piccoli.
Le privazioni-usare il telefono, ecc- che conosco anch'io, mi hanno dato un complesso di inferiorità in passato, è una bariera che sogno ancora di superare. Io sogno troppo? Sono consapevole che la risposta può essere „si”... ma questa è la bellezza della vita:sognare. Però non mi sono mai vista come una persona quale „non è normale”. Sarà perchè le donne sono più forti come si dice?
Ho guadagnato nel tempo l'autostima, non sò come sono riuscita visto la mia grande sensibilità. Mi sento anche con un „istinto di autoconservazione” fortissimo, probabilmente in risposta alla mia sensibilità. Ma di certo mi ha aiutato molto anche il residuo acustico rimasto, se non fosse cosi, non sentire niente mi spaventa, mi spaventa perdere il mondo dei sogni. Si, senza sentire niente non riesci a vivere normale.
Superare le bariere non è facile. La famiglia, i cari, le persone che ti vogliono bene, sono molto importanti, per darti la spinta di andare avanti, di farti coraggio. Per me, le parole che sentivo da piccola „Non puoi....” non esistono più. Anche se non riesco parlare al telefono, non devo rifiutare la sfida della vita solo perchè non sento bene. In nessun caso un genitore non deve suggerire, forse senza accorgersi quanto fa male in futuro, al bambino la sua propria mentalità „lui non può fare quello o quella...”. La fiducia in te stesso è impotante.
Il fatto che spesso i bambini che ci sono intorno al tuo figlio sordo, sono cattivi riflette proprio la figura o la mentalità dei propri genitori indifferenzi alla sua crescita emozionale, psicologica e comportamentale. Lui da piccolo prende „l'impronta” del genitore che ammira di più, dal ambiente famigliare.
E' difficile diventare combatenti da piccoli, ma serve molto a crescere più particolari come persone in futuro. Più profondi. Forse anche più forti. Senza quella mentalità „non sono normale”... Accettare la sordità è una cosa, pensare in modo complessivo è un'altra cosa.
Io mi sono accettata la sordità, non mi nascondo e non mi vergogno. Voglio la felicità nelle piccole cose, nelle cose semplici. E perchè non combatere a migliorare la propria vita? Perchè non sognare, perchè dicono tutti „questa è la relatà, non si pò, è impossibile” ?
Ho combatuto sempre da sola e lo sò quanto può essere difficile. Ma non mi sono mai lasciata li dove sono caduta, mi sono rialzata sempre. Da sola, ma mi sono rialzata.
Sono passati quattro mesi dal mio nuovo acquisto, la protesi digitale. Ho spesso un sacco di soldi, ancora aspetto il rimborso, ma non me ne pento per niente. La differenza rispetto la vecchia protesi analogica è la clarità, me la cavo meglio, ma purtroppo non riesco seguire una conversazione di più persone, adesso sento più chiaro il verso degli uccellini piccoli, alcuni non li sentivo più da un pò di tempo. Sento da lontano il mio nome, ma non individuo da dove viene la voce, destra, sinistra, dientro...devo individuare con gli occhi, il colmo è che sento chiaro la voce, e questo mi fa impazzire a volte. Importante è che sento cosi come sento.
La tv non ho mai capito prima, adesso capisco certe parole, a volte frasi, ma non riesco seguire senza usare le cuffie, chi mi danno una inteligibilità che ho scoperto con meraviglia. La musica ha un'altro ritmo, è meravigliosa. La vita fatta dei colori dei suoni è meravigliosa, vorrei sentire tutti i colori!
E il telefono? Mai usato. Se certe volte ho capito la voce dei famigliari, anche di mia nipote che si è meravigliata che ho riposto io alla chiamata. Ma non sono ancora sicura di me. Non ci poso credere... Non ho coraggio di ripondere ad una chiamata o di chiamare, mi viene un bloccaggio subito. Mi viene se pre da pensare che solo con le voci che conosco potrei parlare al telefono. Mi ricordo nella infanzia, avevo la protesi, e mia mamma mi ha lasciato a parlare al telefono, eravamo da qualcono a casa, noi non avevamo telefono allora, e mi ha aiutato lei a rispondere, suggerirmi le domande che dovevo sentire io, con le labbra.
Pratticamente è la prima volta che uso il telefono per parlare, mi sembra normale aver emozioni. Prima usavo la vivavoce, ma non capivo quasi mai o non tutto, molto frustrante.
Vivere normale è difficile, è dolososo, frustrante ma mi insegna anche quanto sono importanti altre piccole o grandi cose, guadagnate più o meno difficile, piccoli passi che danno soddisfazioni, la gioia di vivere... E come la proffondità dei propri sentimenti che nascono forse dalle mie frustrazioni tocca a volte il cielo, a volte la terra... Vorrei la proffondità tranquilla e melodiosa del mare... e la libertà azzurra del cielo per essere felice.
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