Mi chiamo Lilly, sono sorda (sordità neurosenzoriale grave), portatrice di apparecchio acustico ma io non mi sento sorda, forse perchè sono un carattere positivo.
Però ho sempre vissuto dietro il mio piccolo problema acustico-qual'era infatti la mia cupola di vetro-e adesso mi piace confrontarmi con me stessa scrivendo, e anche con la vita fuori da questa cupola (quella "fuori" non l'ho ancora ben assaporata x dire che l'affronto...) Voglio di più da me stessa, dalla vita, voglio ritrovarmi il proprio valore.
La vera ignoranza è giudicare cose che non conosci senza avere almeno la curiosità di conoscere.
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L'impianto cocleare è una meraviglia tecnica, un grande passo avanti della medicina, che migliora la vita e l'uomo non smette mai di desiderare una vita migliore e di superare le proprie barriere, ma il sogno più importante la forza di uscire da quella cupola di vetro interiore, per cui non c'è bisogno di un impianto ma di tanto coraggio e determinazione.
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Ma numesc Lilly, sunt surda (surditate neurosenzoriala grava), port aparat auditiv dar nu ma simt surda, poate pentru sunt un caracter pozitiv.
Dar am trait mereu in spatele acestei mici probleme acustice-care era de fapt cupola mea de sticla-isr acum imi place sa ma confrunt cu mine insami prin scris, si cu viata dincolo de aceasta cupola (acea viata "dincolo" inca nu am gustat-o bine pentru a zice ca o infrunt...). Vreau mai mult de la mine insami, de la viata, vreau sa imi regasesc propria valoare. Ignoranta e sa judeci ceea ce nu cunosti, fara a avea macar curiozitatea de a cunoaste.
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Implantul cohlear e o minune a tehnicii, un mare pas inainte al medicinii, ce imbunatateste viata, iar omul nu renunta niciodata sa isi doreasca o viata mai buna si sa isi depaseasca propriile bariere, iar visul cel mai important e puterea de a iesi din acea cupola de sticla interioara, pentru care nu e nevoie de un implant ci de mult curaj si vointa.
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domenica 2 maggio 2010

4-I versi di una canzone

Che vasto mondo è la vita! E questo mondo cosi vasto noi non riusciamo a comprenderlo nella sua infinità, cosi non sappiamo uno dell'esisteza dell'altro. Viviamo ognuno nel proprio mondo personale, con i nostri confini personali. Che cosa sappiamo noi dell'ombra colui che cammina vicino a noi stessi, sia del perfetto sconosciuto che incontriamo nel nostro cammino, sia di un conosciuto? Niente. Conosciamo solo il nostro mondo personale, costruito di noi stessi, con i nostri sogni, la nostra esperienza, pezzo con pezzo. Ma non anche i pezzi di vita con cui sta costruendo un'altra persona la propria vita.

E quando questa persona ti parla di te stessa forse non vuoi sapere niente del suo mondo sensibile. Eppure senza conoscere questo mio mondo personale, non poi capire chi sono, al di là di un destino particolare. Non puoi giudicare quello che non conosci e non puoi capire se non conosci i versi della canzone. Io sò bene, perchè capisco la musica ma non capisco i versi, e se gli leggo sui testi mentre la voce canta le parole, allora la musica ha un vero e toccante significato.

E cosi anche con le nostre vite chiuse nella nostra sfera tonda, privata. Da qui ogni tanto dobbiamo uscire per viaggiare, conoscere altri posti dentro di altre persone. Per comprendere davvero una persona e non pensare che questa, parlando di se stessa e i suoi problemi, sta cercando di impietosire.

Non solo io ho vissutto e vivo ancora, in un certo modo, sotto la cupola di vetro ma anche tante persone limitate alla loro esistenza personale, tutti ne abbiamo problemi, preoccupazini, lavoro pesante o non abbiamo un lavoro, resposabilità, sogni spezzati, ecc.

Se uno parla di se stesso in modo particolare non la fa per vittimizzarsi, o per cercare compassione, pietà. Ci sono persone che vogliono semplicemente superare i confini mentali e materiali della loro esistenza, farsi conscere a loro stessi e anche agli altri, e non possono farlo se non escono alla luce de sole, prima di tutto facendo pace con loro stessi. Prima di tutto ti guardi te stesso nello tuo specchio e poi prendi il coraggio di mostrare agli altri. Non è facile, serve tanto coraggio. Ho avuto anch'io bisogno di tanto coraggio e non potrei dire da dove mi è venuto, ma non è questo che mi preoccupa. Mi preoccupa solo di guardare il mio cammino, la mia strada che faccio da sola. La faccio per me stessa e non per altro.

Ci sono tantissime persone al mondo che stanno soffrendo per diversi motivi, e se uno prende nelle sue mani il coraggio di parlare a chi non vede e non sente sa bene quello che fa e quello che affronterà. Non cambierà lui stesso il mondo intero ma solitamente cambierà il suo, il suo cuore ha bisogno di questo respiro, di questa aria fresca e nuova, di questo sole, della vita nella sua semplicità.

Per uno che vede i colori del mondo sotto la forma di una canzone, parole, suoni, quale cose sono date per scontato di quello che sente, la vita sarà sempre una scoperta se ha questa possibilità. E per chi i colori sono invece i movimenti che noi facciamo con leggerezza, spensierati, ogni giorno, sapendo ,ma senza voler sapere, che ci sono persone quali darebbero tutto l'oro del mondo per un passo, un gesto semplice, un tocco,un movimento qualsiasi, la vita sarebbe sempre una riscoperta sempre desiderata, sognata di notte perchè i sogni di notte non hanno le ali rotte. Ma invece queste persone cercano a modo loro di uscire dalla loro cupola di vetro, guardare il mondo dall'altra parte della vetro, sentirlo e camminare al loro modo, senza nascondersi dalla luce del sole che generosamente riscalda tutti. E' un mondo pieno di sofferenza, tutti o quasi tutti siamo credenti nel nostro Dio ma dimentichiamo la sofferenza sulla croce e giudichiamo un'essere umano che vive più difficile di noi stessi.

E chi non vede i colori, avrà una parola per ogni colore tutta sua, per inventare di nuovo il mondo di colori per se stesso e colorarsi la vita cosi come solo lui vede dentro di se stesso.

La vita si compie con colori, e questi sono i miei colori, le mie parole, le parole di una donna-bambina quale, una volta uscita dalla sua cupola, impara ad essere donna e a gustare la vita a modo suo, proffondo e colorato come i versi.

E di andare avanti. Magari oggi sono forte e sorridente ma domani mi sentirò debole e triste, ma non cerco e mi serve a niente la compassione degli altri. Non serve a nessuno, ognuno ha il suo linguaggio e la sua personalità.

La superiorità che uno mostra con uno sguardo molto penetrante ma invadente negli angoli più sensibili di un cuore, ormai è una cosa che fa parte del mondo degli esseri umani incapaci di communicare tra di loro. Non è facile, lo sò, vivere in un mondo in cui, come nella giungla, ha fatto nascere le regole dopo di cui si vive, si interagisce....mi ricordo adesso, in questo instante mentre scrivo, un programma televisivo che grazie ai sottotitoli scritti ho seguito in Italia-perchè in Romania i sottotitoli ai documentari sono 90% a voce-un gruppo di primate che accetava oppure no un'altro solo secondo dei regoli, la regola di quello più forte.

Se qualcuno mi guarda come una persona strana, forse lo sono perchè avevo bisogno di questo momento arrivato ad alzare la mia voce. E non dobbiamo rifiutare la voce di chi ci parla di cose intimi, problemi personali, nel mio caso, sogni che solo chi vive la sordità gli capisce-giudicando che una persona cosi aperta sia una persona troppo debole, quando invece non lo sai quanta forza può avere dentro se stesso se la conosci e come vede intensamente la vita, proffondo e con altri colori.

Pensavo che il mio muro fosse molto più alto, che mi fa molto difficile integrare, interagire nella vita con fiducia in me stessa, ma invece penso che i veri muri sono di quelli che non sentono e non vedono più lontano dei loro confini esistenziali perchè a loro il sentire, il vedere, il camminare, ognuno di queste cose semplici quali ha donato Dio al paradiso terrestre, non manca. Per fortuna ho scoperto che non sono tutti cosi.

La vita, la realtà, è questo: sopravvivere. Avere la forza di sopravvivere. Questa è la mia voce dal mio silenzio, e chi sente, sentirà. Una voce che non cerca altro che rompere il ghiaccio di se stessa, e non quello degli altri, questo ultimo sarebbe molto più difficile. E questo mi da la forza. Solo chi ama sente la voce nel silenzio.

2 commenti:

Me ha detto...

Ciao Lilly ho letto i tuoi due ultimi post. Difficile condensare in piche righe un commento alle tue tante parole, come un fiume in piena ma ci provo.
Concordo con te che in fondo nessuno - proprio nessuno - è "normale". Ognuno di noi è un essere limitato e nessuno può fare tutto, l'ingegnere, l'acrobata e il contadino tutto insieme. Il tuo amico obietterà che però un sordo può fare meno degli altri e questo pure è vero quindi alla fine il problema dell'accettazione rimane. Io volgerei il problema al contrario: non vedere quali sono i nostri limiti ma quali le nostre potenzialità le cose per cui siamo preziosi e insostituibili. Che dici?

Lilly.RO ha detto...

Dico che spesso non vediamo le nostre potenzionalità.....invece vediamo solo i limiti. Anch'io la penso come te, e cerco sempre di vedere le cose per cui siamo preziosi, come dici tu, ed è questo che intendevo nel mio blog....di non guardare sempre i nostri limiti e per riuscire a fare questo grande passo-perchè non è facile farlo-dobbiamo prima accettare la sordità ma non nel senso negativo.