<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205</id><updated>2012-01-03T19:35:55.152+02:00</updated><category term='hipoacuzie'/><category term='ipoacusia'/><category term='Io straniera?'/><category term='surditate'/><category term='impianto cocleare'/><category term='diario'/><category term='sordità'/><title type='text'>La cupola di vetro/  Cupola de sticla</title><subtitle type='html'>Blog autobiografico/ Blog autobiografic</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>11</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-1161610290941616238</id><published>2010-11-10T15:50:00.012+02:00</published><updated>2011-04-11T08:53:42.063+03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diario'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io straniera?'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sordità'/><title type='text'>"Io, straniera?" Il coraggio di essere se stesso.</title><content type='html'>&lt;object style="background-image:url(http://i1.ytimg.com/vi/L9BSQZuQ_LQ/hqdefault.jpg)"  width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/L9BSQZuQ_LQ?fs=1&amp;amp;hl=ro_RO"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/L9BSQZuQ_LQ?fs=1&amp;amp;hl=ro_RO" width="425" height="344" allowScriptAccess="never" allowFullScreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' passato un pò di tempo da quando non ho scritto più. Ora voglio inserire qui un corto che girava un pò di tempo fa su Facebook e vari siti e in cui ha giocato Valeria Cotura il ruolo della bella Chiara.&lt;br /&gt;Il corto mi aveva fatto tanta impressione, anche se la "trama" è troppo compressa e un pò esagerata. Ho trovato questa ragazza forte, forse irealisticamente forte, ma il punto è che davanti a lei c'era un muro di ignoranza, cosa che nella realtà capita sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il video si è voluto una provocazione e un segnale d'alarme per la mancanza di informazione riguardo la sordità, per i pregiudizi degli udenti già formati senza saper niente del mondo degli sordi, e io aggiungerei anche quello che non si dice nel video-perchè ha pocchssimi minuti- i pregiudizi e i complessi di inferiorità degli sordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per abbattere i muri non bisogna essere proprio come questa ragazza, ma basta avere un pò di più fiducia in noi stessi e tentare sempre. Mai chiudersi dentro i nostri muri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo al gesto di Chiara, la ragazza del video, quel gesto in cui lei mostrava al ragazzo i propri apparecchi acustici con la sfida negli occhi, è un gesto dico io coraggioso, se pensiamo ai maschi che non si possono nascondere dietro i capelli come noi le donne, e sono obbligati ad affrontare gli sguardi indiscreti (che sembrano cretini) delle persone ignoranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo gesto ha scocciato certi sordi, oppure ha fatto ammirare il coraggio agli altri. Per me, oltre un gesto di coraggio mi sembra un gesto di sfida contro tutti gli ignoranti e non particolarmente contro il ragazzo che piaceva a lei. Ognuno con la sua personalità e con la sua esperienza di vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente non sono scocciata di un gesto simile. Ma,in realtà,al primo incontro con una persona udente che diciamo mi piace, ma non sa niente di questo mondo mio, non apprezzo l'idea mostrarli addirittura l'apparecchio acustico dal primo momento. Meglio andare avanti con i piccoli passi,ci si prova ad intuire la personalità dell'altro anche se la sua reazione non è mai previsibile e non è semplice... Mettere una persona di colpo davanti ad una realtà che non conosce-parlo della situazione di Chiara in cui sta cercando di flirtare con il ragazzo-si rischia la reazione opposta perchè tutti noi abbiamo bisogno di tempo per digerire le cose appena scoperte e per poi capire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una persona udente non conosce assolutamente niente del mondo sordità (a parte quelle che hanno figli o parenti in questa situazione). Quando lei le ha detto che è sorda, lui subito ha incominciato a parlare discriminando lentissimo le parole e con le smorfie sul viso....sembra che sta scimmiottando e la mia reazione sarebbe identica con quella della ragazza, di perplessità! "Ma parla normalmente"!!! Purtroppo è un pregiudizio generale, difficile da abbassare. Dire che deve parlare assolutamente normale e solo davanti a te fa pensare che deve fare anche i segni, cosa che dipende infatti del livello di sordità-lieve, medio, grave, profondo. Non sono tutti con sordità totale (profonda o anacusica) ed è difficile spiegare. Gli apparecchi acustici recuperano in certi casi più o meno bene e certe persone sorde non hanno bisogno di far conosciuto che sono sorde appunto per evitare scene come nel corto. Ma il problema di parlare solo davanti per leggere le labbra (il labiale) resta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono quindi tanti livelli di sordità. Per quel che mi riguarda,facendo il paragone con il video, mi è capitato di sentire la risposta: "E qual'è il tuo problema? Io vedo che parli e mi capisci quando parlo". Ma dipende molto della voce dell'interlocutore, dei rumori attorno, di sottofondo (che coprono la voce).Ho un buon labiale, è il cervello che si è adattato veloce, a "leggere" e intuire anche. Capita che non ci riesco sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io penso che pian piano conoscendo un mondo diverso, se lui/lei scappa davanti al confronto con una persona sorda che vuole essere trattata uguale come gli altri ma anche capita, allora questa persona saprai che è superficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono quelli che si fingono amici ma non capiscono niente di te. Quelli che pensano: "poverina!" &lt;br /&gt;Quelli che la vita non gli ha messo alle prove, che non capiranno mai la lotta di una persona per vivere normale. Che non potranno mai vedere la proffondità di un cuore e delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono quelli che non vogliono sapere niente di quello che esiste al di là del &lt;b&gt;LORO&lt;/b&gt; orizzonte, quali, invece di pensare "Poverina!" oppure "Cerca compassione..." non provano a condividere in modo semplice e capire che abiamo emozioni e pensieri, specialmente abbiamo DIGNITA'! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo mondo non vale la pena mostrare la propria sensibilità....tante volte la penso cosi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mancanza della curiosità di conoscere...questo è il vero handicap!&lt;br /&gt;E a noi i sordi se ci manca il desiderio di confrontarci con il mondo udente affontando pregiudizi e barriere, e con la vita in generale, allora come ci vediamo nello specchio? Dobbiamo giudicarci anche noi stessi. &lt;br /&gt;Bisogna avere  il coraggio di essere se stesso, di vivere al di là dei pregiudizi e delle barriere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-1161610290941616238?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/1161610290941616238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=1161610290941616238' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/1161610290941616238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/1161610290941616238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/11/io-straniera.html' title='&quot;Io, straniera?&quot; Il coraggio di essere se stesso.'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-5466629934041628722</id><published>2010-09-04T22:12:00.002+03:00</published><updated>2010-09-05T07:36:55.053+03:00</updated><title type='text'>Nu poate ploua pentru totdeauna</title><content type='html'>A trecut ceva timp de cand nu am mai scris...dar nu am abandonat blogul. Despre surditate e mereu de scris. E drumul pe care il cunosc cel mai mult, unicul. Ca sa il descriu nu e usor. Nu pentru ca  ma doare, pana la urma face parte din mine insami. E greu sa gasesti cuvintele potrivite pentru a intelege si ceilalti-care nu au nici o idee despre ceea ce este surditatea dincolo de prejudecatile acestora-starea mea sufleteasca. Eu ma cunosc fara a cauta cuvintele...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi-am construit un zid de autoaparare pe masura ce ies din cupola mea de sticla. Nu am incredere in nimeni. Nu am incredere in mine insami. E pretul surditatii? Pretul izolarii in acea cupola? Nu stiu inca sa raspund. Stiu doar ca mi-e tama inca sa infrunt viata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E alegrea mea insa, aceea de a infrunta, desi de multe ori ma cred slaba.&lt;br /&gt;Sa infrunti prejudecatile e usor dar sa infrunti viata cu acea forta interioara e greu.&lt;br /&gt;Unicul lucru bun e acela ca am ales sa infrunt. Deocamdata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nu toti reusesc sa scrie despre ei insisi, in mod special despre surditatea lor; e si aceasta un mod de autoaparare. Teama ca ne simtim prea vulnerabili in fata celorlalti. Gasesc cateodata straniu faptul ca reusesc sa scriu despre ceea ce simt, vointa mea de a o face. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Azi vorbeam cu cineva despre dorinta mea de a iesi din tara, de a munci in Italia, dar a observat si propria teama de a infrunta in general viata singura. Si ma intreaba: „De ce? De unde frica asta?”&lt;br /&gt;Cum sa explic in cuvinte simple propria nesiguranta??...&lt;br /&gt;Imi zice: „Trebuie sa fii puternica, nu te lasa asistata de altii!” Prea usor de zis, asta mi-o zic si eu tot timpul. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Singura in fata a tot inca nu simt ca pot. Nu stiu cand voi reusi sa depasesc aceasta bariera a mea dar e visul meu, de a merge fara teama, sigura, fara micile complexe care trag cateodata inapoi in ciuda fortei pe care simti ca o ai...se poate intampla sa se topeasca toata intr-o clipa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As vrea macar sa stiu o parere a unui medic-specialist referito la fosibilitatea de a face sau nu interventia cohleara in Italia. As vrea doar un raspuns: da, sau nu. Daca e posibil sau nu. Ma intreb cateodata cat din viata mea ar putea sa schimbe, daca ar fi posibil, dar nu imi fac iluzii. Ma intreb si cum as reactiona daca raspunsul ar fi negativ, daca nu as fi potrivita pentru interventie, sau si mai rau, daca nu as avea macar rezultatele sperate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;De ce nu ma multumesc cu un aparat auditiv care pana la urma ma ajuta mult? Pentru ca noi, fiintele umane, niciodata multumiti vrem mereu mai mult, sa ne imbunatatim viata cu putinul pe care il avem. Mi se pare drept. Sau caut forta in mine insami de a infrunta viata singura, curajul.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A trecut un an si aproape 3 luni de la revenirea mea din Italia. Acum sunt prea departe pentru a gasi de munca, fara prieteni, fara cei apropiati mie care au revenit defintiv in Romania-decizia aceasta a lor m-a lovit puternic atunci...ma simteam prea slaba in acel moment potrivit, cand eram inca acolo, pentru a gasi de munca si a incerca sa raman acolo. Merue problemele auditive, mereu  bariera de a nu putea vorbi la telefon. Singura ma simteam ca si o ramura rupta dintr-un copac, sau mai bine zis, am simtit cum imi fuge pamantul de sub picioare. Mi-am pierdut echilibrul. Ajunsesem sa nu ma mai incred in mine insami mult mai mult decat la prima mea sosire in Italia, cu teama ce o aveam atunc ca nu voi reusi sa invat niciodata limba, intodeauna motivul auzului. Dar cu limba italiana m-am descurcat descoperind o hotarare pe care nu stiam ca o am, dar restul a fost doar un stress teribil. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nu am reusit. Gandul ca nu ai reusit e teribil. Teribil sa traiesti cu acest gand. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aproape trei ani in Italia fara sa stiu ca exista aceasta interventie ca sa imi dea un motiv sa lupt. Am aflat tarziu.....”mai bine mai tarziu decat niciodata”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cata incredere am azi in mine insami? Ar trebui sa am mai multa incredere-imi raspund singura. Teama de a trai sau de a infrunta lucrurile cu siguranta o avem toti, dar, vorbind de mine si nu in numele altora, ma simt prea sensibila pentru a ma baza pe mine insami. &lt;br /&gt;In viata exista si parintii, intodeauna pregatiti sa ajute, si e logic. Dar pe pamant strain eu ma simteam, pe deoparte, foarte nesigura. Poate acesta e motivul ca acum imi aleg dur prietenii. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi se pare ca am o sensibiltate un pic exagerata, un mare gol inlauntrul meu, slabiciuni de care poate ar fi mai bine sa nu vorbesc, sa le inchid inauntru si sa arunc cheia.&lt;br /&gt;Dar, ceea ce ma motiveaza mai mult sa ies afara din cupola mea e singuratatea pe care o traiesc in fiecare zi. Hotararea de a ma regasi pe mine insami.&lt;br /&gt;Imi ramane si gandul ca....nu poate ploua pentru totdeauna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-5466629934041628722?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/5466629934041628722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=5466629934041628722' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/5466629934041628722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/5466629934041628722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/09/nu-poate-ploua-mereu.html' title='Nu poate ploua pentru totdeauna'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-6611168408979270224</id><published>2010-08-16T15:59:00.002+03:00</published><updated>2010-09-04T22:19:47.597+03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='surditate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sordità'/><title type='text'>5-Non può piovere per sempre</title><content type='html'>E' passato un pò di tempo da quando non ho scritto...ma non ho abbandonato il blog. &lt;br /&gt;Della sordità c'è sempre da scrivere. E' il cammino che conosco di più, l'unico.  Descriverlo non è facile. Non perchè mi fa male, ormai fa parte di me stessa. E difficile trovare le parole giuste per far capire agli altri-quali non hanno nessun idea di cosa sia la sordità, al di là dei loro pregiudizi- il mio stato di animo. Io mi conosco senza cercare le parole... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono costruito un muro di autodiffidenza man mano che esco dalla mia cupola di vetro. Non mi fido di nessuno. Non mi fido di me. E' il prezzo della sordità? Il prezzo del isolarsi in quella cupola? Non sò ancora rispondere. Sò solo che ho ancora paura di affrontare la vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la mia scelta però, quella di affrontare ma tante volte mi trovo debole. &lt;br /&gt;Affrontare i pregiudizzi è facile, ma vivere la vita con quella forza interiore è difficile. &lt;br /&gt;L'unica cosa buona è quella che ho scelto di affrontare. Per ora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutti riescono scrivere di loro stessi, specialmente della loro sordità; è anche questa una diffidenza. La paura che ci ritroviamo troppo vulnerabili davanti agli altri. Trovo a volte strano che io riesco scrivere di quello che provo, la mia volontà di farlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi parlavo con qualcuno del mio desiderio di uscire dal mio paese di origine, di lavorare in Italia, ma ha notato anche la mia paura di affrontare generalmente la vita da sola. E mi chiede: "perchè? Da dove questa paura?..." &lt;br /&gt;Come spiegare in parole semplici la mia insicurezza??... &lt;br /&gt;Mi dice: "devi essere forte, non farti assistere degli altri!"  Troppo facile da dire...questa me la dico anch'io tutto il tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sola davanti a tutto ancora non me la sento di farlo. Non sò quando riuscirò a superare questa mia barriera, ma è il mio sogno, di camminare senza paura, da sola, senza i piccoli complessi che  tirano indietro a volte, nonostante la forza che hai dentro...può capitare di sciogliersi tutta in un attimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei almeno sapere un parere di un medico rigurardo alla possibilità di fare-o no-l'intervento cohleare in Italia.  Vorrei solo una risposta: si oppure no. Se è possibile o no. Mi chiedo a volte quanto della mia vita potrebbe cambiare se fosse possibile, ma non mi faccio illusioni. E mi chiedo come reagirei se la risposta fosse quella di non essere idonea all'intervento, o peggio, se non avrei i risultati minimi sperati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè non mi accontento di una protesi acustica che ormai sembra che aiuta molto? Perchè noi, gli esseri umani, mai contenti vogliamo sempre di più, migliorarci la vita col poco che abbiamo. Mi sembra giusto. O forse sto cercando la propria forza dentro di me stessa, di affrontare la vita da sola, il coraggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' passato un anno e quasi 3 mesi dal mio rientro dall'Italia. Adesso sono troppo lontana per trovare lavoro, senza amici, senza i miei famigliari che sono rientrati deffinitivamente in Romania-e questa loro decizione mi ha colpita forte allora... mi sentivo troppo debole al tempo giusto, quando ero ancora li, per trovare un lavoro che mi aiutarebbe a rimanere li. &lt;br /&gt;Sempre i problemi dell'udito, sempre la barriera di non poter parlare al telefono. Da sola mi sentivo come un ramo rotto dall'albero,o meglio dire: ho sentito scivolando la terra sotto i miei piedi. Mi sono persa l'equilibrio. Sono arrivata a non fidarmi di me stessa molto di più che al mio primo arrivo in Italia, con la paura che avevo a quel tempo, che non potrò mai imparare la lingua, sempre per il motivo dell'udito. Con la lingua italiana ce l'ho fatta scomprendo una determinazione che non sapevo di avere, ma il resto è stato uno stress terribile.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ce l'ho fatta. Il pensiero che non ce l'hai fatto è terribbile. Terribile vivere con esso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi tre anni vissuti in Italia senza sapere di questo intervento per darmi un motivo di combatere. Ho saputo tardi.... "meglio tardi che mai". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto mi fido oggi di me stessa? Dovrei fidarmi di più-mi rispondo da sola. La paura di vivere o di affrontare le cose certamente l'abbiamo tutti quanti, ma, parlando di me e non nel nome di altri, mi sento  troppo sensibile per basarmi solo su di me stessa. &lt;br /&gt;Nella vita ci sono sempre i genitori pronti ad aiutare, ed è logico. Ma in terra straniera io mi sentivo, da una parte, molto insicura. Forse è questo il motivo che mi scelgo duramente gli amici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra di avere una sensibilità un pò esagerata,un grande vuoto dentro me, debbolezze di cui forse sarebbe meglio non parlare, chiuderle dentro e buttare la chiave. Ma, quello che mi sta motivando di più a farle uscire fuori dalla mia cupola è la solitudine che vivo qui ogni giorno. La determinazione di ritrovare me stessa. &lt;br /&gt;Mi rimane anche il pensiero che....non può piovere per sempre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-6611168408979270224?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/6611168408979270224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=6611168408979270224' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/6611168408979270224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/6611168408979270224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/08/non-puo-piovere-per-sempre.html' title='5-Non può piovere per sempre'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-7149741474718586031</id><published>2010-05-04T17:43:00.000+03:00</published><updated>2010-05-04T17:44:09.059+03:00</updated><title type='text'>4-Versurile unui cantec.</title><content type='html'>Ce vasta lume è viata! Si lumea asta asa de vasta, noi nu reusim sa o intelegem in infinitatea sa, asa ca nu stim unul de existenta celuilalt. Traim fiecare in propria lume, cu hotarele noastre personale. Ce stim noi de umbra celui ce paseste alaturi de noi insine, fie necunoscutul care il intalnim in drumul nostru, fie a unui cunoscut? Nimic. &lt;br /&gt;   Cunoastem numai lumea noastra personala, construita de noi insine, din visele noastre, experienta noastra, bucata cu bucata. Dar nu si bucatile de viata cu care cealalta persoana isi construieste propria viata. &lt;br /&gt;   Si cand o persoana iti vorbeste de sine insasi  poate ca nu vrei sa stii nimic de lumea sa  sensibila. Si totusi, fara a cunoste aceasta lume a mea personala, nu poti intelege cine sunt, dincolo de un destin deosebit. Nu poti judeca ceea ce nu cunosti, si nu poti intelege daca nu cunosti versurile cantecului. Eu stiu bine, pentru ca inteleg muzica dar nu inteleg versurile si daca citesc textul versurilor in timp ce vocea canta cuvintele, atunci muzica are pentru mine un adevarat si impresionant inteles.&lt;br /&gt;   Asa este si cu vietile noastre inchise in sfera noastra rotunda, privata. Trebuie sa iesim din ea din cand in cand, sa calatorim, sa cunoastem si alte locuri ale altor oameni. Pentru a intelege intr-adevar o persoana fara a gandi ca aceasta vorbind despre sine insasi ar cauta compasiune.&lt;br /&gt;   Nu numai eu am trait si traiesc inca, intr-un anumit mod, sub cupola de sticla dar si alti oameni limitati la existenta lor personala, toti avem probleme, griji, munca grea sau lipsa unui loc de munca, responsabilitati, vise destramate, ect.&lt;br /&gt;   Daca cineva vorbeste de sine insasi intr-un mod deosebit, nu o face pentru a se victimiza ori pentru a cauta compasiune. Exista oameni care doresc pur si simplu sa isi depaseasca barierele mentale si materiale ale existentei lor, sa se faca cunoscuti lor insisi dar si celorlalti dar nu se poate fara a iesi la lumina soarelui, inainte de toate facand pace cu ei insisi.&lt;br /&gt;Inainte de toate te privesti tu insuti in propria ta oglinda si apoi iei curajul de a arata celorlalti cine esti de fapt. Nu e usor, presupune mult curaj. Si eu am avut nevoie de tot atata curaj si nu as putea spune de unde mi-a venit, dar nu asta ma preocupa. Preocuparea mea este doar mersul meu, strada mea pe care o fac singura. O fac pentru mine insami si nu pentru alticineva. &lt;br /&gt;   Exista foarte multe persoane in lume care sufera pentru diverse motive si daca cineva isi ia in maini curajul de a vorbi cuiva care nu aude si nu vede, stie ceea ce  face si ce va infrunta. Nu va schimba el insusi intreaga lumea dar si-o va schimba pe a sa, inima sa are nevoie de respiratie, de acest aer proaspat si nou, de soarele acesta, de viata in simplitatea ei. &lt;br /&gt;Pentru cineva care vede culorile lumii sub forma unui cantec, cuvinte, sunete care nu sunt importante pentru cineva care aude, viata va fi mereu o redescoperire, daca are aceasta posibilitate. &lt;br /&gt;Iar pentru cine, in schimb, culorile sunt miscarile pe care noi le facem cu usurinta, fara ganduri, in fiecare zi, stiind dar fara a dori sa stim ca exista oameni care ar da tot aurul din lume pentru un pas, un gest simplu, o atingere, o miscare oarecare, viata ar fi mereu o redescoperire intotdeauna dorita, visata de noapte pentru ca visele noptii nu au aripi rupte. In schimb acesti oameni cauta in felul lor sa iasa di cupola lor de sticla, sa priveasca lumea de dincolo de fereastra, sa o simta si sa mearga in felul lor, fara sa se ascunda de lumina soarelui care atat de generos ne incalzeste pe toti. E o lume plina de suferinta, toti sau aproape toti suntem credinciosi in Dumnezeul nostru dar uitam suferinta pe cruce si judecam o fiinta umana care traieste mai dificil decat noi insine. &lt;br /&gt;  Cine nu vede culorile ar avea un cuvant pentru fiecare culoare, doar a sa, pentru a reinventa lumea culorilor pentru sine insasi, si a-si colora viata asa cum numai el o „vede” inauntrul lui. &lt;br /&gt;   Viata se umple cu culori, si acestea sunt culorile mele, cuvintele mele, cuvintele unei femei-copil care, odata iesita de sub cupola sa de sticla, invata sa fie femeie si sa traiasca viata in felul ei, profund si colorat precum versurile. &lt;br /&gt;  Si sa mearga inainte. &lt;br /&gt;Poate azi sunt puternica si surazatoare iar maine ma voi simti slaba si trista, dar nu caut si nu imi serveste la nimic compasiunea celorlalti. &lt;br /&gt;Nu serveste nimanui, fiecare are limbajul sau si propria personalitate. &lt;br /&gt;   Superioritatea pe care o arata cineva cu o privire foarte penetranta dar invadenta in colturile cele mai sensibile ale inimii, oricum face parte din lumea fiintelor umane incapabile sa comunice intre ele. Nu e usor, stiu, sa traiesti intr-o lume in care, precum in jungla, a dat nastere unor reguli dupa care se traieste, se interactioneaza...imi amintesc acum, in acest moment in care scriu, un program de televiziune pe care gratie subtitrarii scrise am putut urmari in Italia-pentru ca in Romania 90% din documentare sunt subtitrate vocal-un grup de primate care accepta sau nu pe altul in respectivul grup, numai dupa niste reguli, legea celui mai puternic. &lt;br /&gt;Daca cineva ma priveste ca pe o persoana stranie, poate sunt pentru ca aveam nevoie de acest moment in care sa imi ridic vocea. &lt;br /&gt;Si nu trebuie sa refuzam vocea celui ce vorbeste despre lucruri intime, probleme personali, in cazul meu vise pe care numai cine traieste surditatea le poate intelege-judecand ca cineva atat de deschis poate fi prea slab, cand insa nu stii cata forta poate avea inlauntrul sau, daca o cunosti, si cu cata intensitate vede viata, profund si cu alte culori.&lt;br /&gt;   Credeam ca zidul meu e mult mai inalt, ca ma integrez si interactionez dificil cu incredere in mine insami, dar in schimb cred ca adevaratele ziduri sunt ale acelora care nu vad si nu aud mai departe de granitele lor existentiale, pentru ca a auzi, a vedea, a merge, oricare din aceste lucruri simple daruite de Dumnezeu paradisului terestru, lor nu le lipseste. Cu putin noroc, am descoperit ca nu sunt toti asa. &lt;br /&gt;   Viata, realitatea, e aceasta: a supravietui. A avea forta de a supravietui. Acesta e vocea mea din tacerea mea, si cine aude va auzi. O voce care nu cauta altceva decat sa rupa gheata din ea insasi si nu a altora, acest ultim lucru ar fi mult mai dificil. Si asta imi da forza. Numai cine iubeste aude vocea in liniste. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-7149741474718586031?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/7149741474718586031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=7149741474718586031' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/7149741474718586031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/7149741474718586031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/05/4-versurile-unui-cantec.html' title='4-Versurile unui cantec.'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-5811097754643101861</id><published>2010-05-02T10:16:00.001+03:00</published><updated>2010-05-02T10:17:21.856+03:00</updated><title type='text'>4-I versi di una canzone</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.2  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Che vasto mondo è la vita! E questo mondo cosi  vasto noi non riusciamo a comprenderlo nella sua infinità, cosi non sappiamo uno dell'esisteza dell'altro. Viviamo ognuno nel proprio mondo personale, con i nostri confini personali. Che cosa sappiamo noi dell'ombra colui che cammina vicino a noi stessi, sia del perfetto sconosciuto che incontriamo nel nostro cammino, sia di un conosciuto? Niente. Conosciamo solo il nostro mondo personale, costruito di noi stessi, con i nostri sogni, la nostra esperienza, pezzo con pezzo. Ma non anche i pezzi di vita con cui sta costruendo un'altra persona la propria vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;    &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E quando questa persona ti parla di te stessa forse non vuoi sapere niente del suo mondo sensibile. Eppure senza conoscere questo mio mondo personale, non poi capire chi sono, al di là di un destino particolare. Non puoi giudicare quello che non conosci e non puoi capire se non conosci i versi della canzone. Io sò bene, perchè capisco la musica ma non capisco i versi, e se gli leggo sui testi mentre la voce canta le parole, allora la musica ha un vero e toccante significato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E cosi anche con le nostre vite chiuse nella nostra sfera tonda, privata. Da qui ogni tanto dobbiamo uscire per viaggiare, conoscere altri posti dentro  di altre persone. Per comprendere davvero una persona e non pensare che questa, parlando di se stessa e i suoi problemi, sta cercando di impietosire. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;    &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non solo io ho vissutto e vivo ancora, in un certo modo, sotto la cupola di vetro ma anche tante persone limitate alla loro esistenza personale, tutti ne abbiamo problemi, preoccupazini, lavoro pesante o non abbiamo un lavoro, resposabilità, sogni spezzati, ecc. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se uno parla di se stesso in modo particolare non la fa per vittimizzarsi, o per cercare compassione, pietà. Ci sono persone che vogliono semplicemente superare i confini mentali e materiali della loro esistenza, farsi conscere a loro stessi e anche agli altri, e non possono farlo se non escono alla luce de sole, prima di tutto facendo pace con loro stessi. Prima di tutto ti guardi te stesso nello tuo specchio e poi prendi il coraggio di mostrare agli altri. Non è facile, serve tanto coraggio. Ho avuto anch'io bisogno di tanto coraggio e non potrei dire da dove mi è venuto, ma non è questo che mi preoccupa. Mi preoccupa solo di guardare il mio cammino, la mia strada che faccio da sola. La faccio per me stessa e non per altro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;    &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ci sono tantissime persone al mondo che stanno soffrendo per diversi motivi, e se uno prende nelle sue mani il coraggio di parlare a chi non vede e non sente sa bene quello che fa e quello che affronterà. Non cambierà lui stesso il mondo intero ma solitamente cambierà il suo, il suo cuore ha bisogno di questo respiro, di questa aria fresca e nuova, di questo sole, della vita nella sua semplicità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;   &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per uno che vede i colori del mondo sotto la forma di una canzone, parole, suoni, quale cose sono date per scontato di quello che sente, la vita sarà sempre una scoperta se ha questa possibilità. E per chi i colori sono invece i movimenti che noi facciamo con leggerezza, spensierati, ogni giorno, sapendo ,ma senza voler sapere, che ci sono persone quali darebbero tutto l'oro del mondo per un passo, un gesto semplice, un tocco,un movimento qualsiasi, la vita sarebbe sempre una riscoperta sempre desiderata, sognata di notte perchè i sogni di notte non hanno le ali rotte. Ma invece queste persone cercano a modo loro di uscire dalla loro cupola di vetro, guardare il mondo dall'altra parte della vetro, sentirlo e camminare al loro modo, senza nascondersi dalla luce del sole che generosamente riscalda tutti. E' un mondo pieno di sofferenza, tutti o quasi tutti siamo credenti nel nostro Dio ma dimentichiamo la sofferenza sulla croce e giudichiamo un'essere umano che vive più difficile di noi stessi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E chi non vede i colori, avrà una parola per ogni colore tutta sua, per inventare di nuovo il mondo di colori per se stesso e colorarsi la vita cosi come solo lui vede dentro di se stesso. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;   &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La vita si compie con colori, e questi sono i miei colori, le mie parole, le parole di una donna-bambina quale, una volta uscita dalla sua cupola, impara ad essere donna e a gustare la vita a modo suo, proffondo e colorato come i versi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E di andare avanti. Magari oggi sono forte e sorridente ma domani mi sentirò debole e triste, ma non cerco e mi serve a niente la compassione degli altri. Non serve a nessuno, ognuno ha il suo linguaggio e la sua personalità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La superiorità che uno mostra con uno sguardo molto penetrante ma invadente negli angoli più sensibili di un cuore, ormai è una cosa che fa parte del mondo degli esseri umani incapaci di communicare tra di loro. Non è facile, lo sò, vivere in un mondo in cui, come nella giungla, ha fatto nascere le regole dopo di cui si vive, si interagisce....mi ricordo adesso, in questo instante mentre scrivo, un programma televisivo che grazie ai sottotitoli scritti ho seguito in Italia-perchè in Romania i sottotitoli ai documentari sono 90% a voce-un gruppo di primate che accetava oppure no un'altro solo secondo dei regoli, la regola di quello più forte. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;  &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se qualcuno mi guarda come una persona strana, forse lo sono perchè avevo bisogno di questo momento arrivato ad alzare la mia voce. E non dobbiamo rifiutare la voce di chi ci parla di cose intimi, problemi personali, nel mio caso, sogni che solo chi vive la sordità gli capisce-giudicando che una persona cosi aperta sia una persona troppo debole, quando invece non lo sai quanta forza può avere dentro se stesso se la conosci e come vede intensamente la vita,  proffondo e con altri colori. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pensavo che il mio muro fosse molto più alto, che mi fa molto difficile integrare, interagire nella vita con fiducia in me stessa, ma invece penso che i veri muri sono di quelli che non sentono e non vedono più lontano dei loro confini esistenziali perchè a loro il sentire, il vedere, il camminare, ognuno di queste cose semplici quali ha donato Dio al paradiso terrestre, non manca.  Per fortuna ho scoperto che non sono tutti cosi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;  &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La vita, la realtà, è questo: sopravvivere. Avere la forza di sopravvivere. Questa è la mia voce dal mio silenzio, e chi sente, sentirà. Una voce che non cerca altro che rompere il ghiaccio di se stessa, e non quello degli altri, questo ultimo sarebbe molto più difficile. E questo mi da la forza. Solo chi ama sente la voce nel silenzio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-5811097754643101861?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/5811097754643101861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=5811097754643101861' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/5811097754643101861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/5811097754643101861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/05/4-i-versi-di-una-canzone.html' title='4-I versi di una canzone'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-9134757636013078378</id><published>2010-04-30T13:21:00.000+03:00</published><updated>2010-04-30T13:24:09.209+03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impianto cocleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='surditate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ipoacusia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='hipoacuzie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sordità'/><title type='text'>3-A trai normal.</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.2  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vorbeam cu un prieten roman, cu surditate profunda, despre un lucru important: normalitatea. Punctul lui de vedere masculin, pe care eu il inteleg bine, cred că se reflectă in multe persoane, dar mă întreb dacă ii  reflectă mai multi pe barbati decat pe femei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Există dintotdeauna prejudecăţi conform cărora o persoană cu o pierdere de auz "nu e normală”, in schimb toti cei care aud sunt normali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Aceasta discriminare sau auto-discriminare in baza deficitului este o mare nedreptate dupa parerea mea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dar ce este normalitatea?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;El spune că incapacitatea de a utiliza telefonul, ca nu poate avea locul de muncă care ii place ,faptul nu  înţelegi la un ghiseu, birou  unde ai de rezolvat ceva, nu înţelegi anumite voci ale persoanelor necunoscute ... nu intelegi la TV fără subtitrari,  întotdeauna sau aproape întotdeauna dependent de o persoană, dependent de un mic ajutor , inseamna a nu fi normal. Desigur, neputinta de a face toate aceste lucruri necesare  independent de alte persoane duce la o viaţă "ne-normala" dar nu ne putem gândi că nu sunt normali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;El mi-a povestit un pic despre el însuşi, a pierdut treptat frecvenţele importante, înainte de a pierde auzul la varsta adulta-fost auzitor-a făcut muzică , iar acum nu mai poate face lucrurile pe care le iubea şi a trebuit sa isi schimbe profesia, dar merge intodeauna greu fără a utiliza telefonul pentru ca pierde clientii. Desigur trecerea e este un pic dramatică.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Soţia sa nu are probleme de auz. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;El spune ca si-a acceptat propria surditate, dar ca accepta de asemena că nu va fi „niciodată normal"-sunt cuvintele lui-dacă el nu poate face lucruri normale, obisnuite. Pare un pesimist, dar are de asemenea, o dragoste de viata care-mi place. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nu ştie încă daca niste proteze acustice mai performante l-ar ajuta iar  de implantul cohlear in România nici nu se poate vorbi. Sunt într-adevăr foarte puţini care ar reusi sa plătească  intre 20.000 si 25.000 de euro, şi aceasta este pretul numai al implantului, depinde clinica şi de marca-fără a pune şi logopedia,intretinerea, piese de schimb, asistenta tehnica, reglajele-toate acestea nu sunt asigurate nici pentru copii, probabil doar  logopedia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Privatiunile-utilizarea telefonului, etc-pe care le cunosc si eu, mi-au dat un complex de inferioritate în trecut, este o bariera ce visez inca sa o  depăşesc. Visez prea mult? Sunt constienta că răspunsul poate fi "da" ... dar aceasta este frumusetea vieţii: sa visezi . Insa nu m-am văzut niciodată ca o persoană care „nu e normala”. Ar fi pentru ca  femeile sunt mai puternice cum se spune?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi-am recastigat propria autostima de-a lungul timpului, nu stiu cum am reusit, cu marea mea sensibilitate. Simt ca am un instinct "de autoconservare" foarte puternic, probabil ca reactie la sensibilitate.  Dar cu siguranţă m-a ajutat foarte mult si restul de auz ramas, daca nu ar fi fost asa...sa nu aud  nimic ma sperie, ma sperie pierderea unei lumi a viselor. Da, fără sa auzi nimic nu reusesti sa traiesti în mod normal.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Depăşirea barierelor nu este uşoara. Familia, cei dragi, persoanele care te iubesc, sunt foarte importante pentru a-ti oferi impulsul de a merge înainte, curajul. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pentru mine, cuvintele am auzite de mica: "Nu poti ...." nu mai există.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Deşi nu pot vorbi la telefon, eu nu voi respinge provocarile  vietii doar pentru că nu aud bine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;În niciun caz un parinte nu trebuie sa sugereze copilului, probabil fără sa realizeze cât de mult va face rau în viitor,  propria sa mentalitate: "el nu poate face asta, sau celalata” .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Încrederea în tine însuţi este importanta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Faptul că de multe ori copiii ce inconjoara fiul tau surd sunt rai, reflectă doar figura ori mentalitatea propriilor părinţilor indiferenti la creşterea acestora, emoţionala, psihologica şi comportamentala. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;El ia "amprenta" parintelui pe care il admira cel mai mult, din ambianta familiara.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Este dificil sa devenim luptatori de mici, dar serveste pentru a creşte mai  deosebiti ca persoane în viitor.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mai profunzi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Poate chiar mai puternici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Fără această mentalitate „nu sunt normal" ...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A accepta surditatea  este un lucru, a gandi in mod complexiv  este altceva.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Eu m-am acceptat surditatea, nu  ma ascund şi nu ma rusinez.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vreau fericirea în lucrurile mici, în lucrurile simple.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Si de ce sa nu luptam pentru a ne îmbunătăţi viaţa?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;De ce sa nu visam, pentru ca toti spun: "aceasta este realitatea, nu se poate, e imposibil”?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;M-am luptat mereu singura şi ştiu cat poate fi de greu.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dar niciodată nu m-am lăsat acolo unde am cazut, mereu am ridicat.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Singura, dar m-am ridicat.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Patru luni au trecut de la noua mea achiziţie, proteza digitale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Am cheltuit o gramada de bani, sunt încă în aşteptarea rambursarii, dar nu regret deloc.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Diferenţa faţă de proteza analogica veche este claritatea, ma descurc mai bine, dar, din păcate, nu pot urmări o conversaţie de mai multe persoane, acum acud mai clar cantecul păsărilor mici, unele dintre ele le auzeam de ceva timp.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Aud numele meu de departe, dar nu individuez de unde vine vocea, din dreapta, stânga, spate...trebuie sa individuez cu ochii, culmea este că am aud vocea clar, iar asta ma innebuneste uneori. Important e ca aud.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La TV n-am înţeles înainte, acum am înţeleg anumite cuvinte, fraze  uneori, dar nu pot urmari fără utilizarea căştilor, care mi-a dat o inteligibilitate surprinzatoare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Muzica are un alt ritm, este minunata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Viata e facuta si din culorile sunetelor ,este minunat, as vrea sa  aud toate culorile!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Şi la telefon? Niciodată folosit pana acum.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dacă am înţeles, uneori, vocea celor din familie, inclusiv a nepoatei mele, care era surprinsa de faptul că am raspuns la apel. Dar nu sunt încă sicura pe mine insami.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nu pot sa cred... Nu am curaj sa raspund la un apel sau sa formez un numar, imi vine imediat un blocaj.  Imi vine mereu in gand ca numai cu vocile pe care le cunosc as putea vorbi la telefon.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Imi amintesc in copilarie, aveam proteza şi mama mea m-a lasat sa vorbesc la telefon, eram la cineva  acasă, nu aveam telefon atunci şi ea m-a ajutat să răspund, sugerandu-mi cu buzele întrebările pe care trebuia sa le aud.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Practic este prima dată când am folosesc telefonul pentru a vorbi, mi se pare normal să am emoţii.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Înainte am folosit functiunea Speaker, dar nu  intelegeam aproape niciodata, sau nu totul... foarte frustrant.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; font-weight: normal; widows: 2; orphans: 2;"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A trai normal este dificil, este dureros, frustrant, dar, de asemenea,  învăţ cât de importante sunt alte lucruri mici sau mari, câştigate mai mult sau mai puţin greu, paşi mici, care dau satisfacţii, bucuria de a trai ...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Şi   cum profunzimea sentimentelor proprii care iau nastere poate din frustrarile mele atinge uneori cerul, uneori pământul...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Aş dori profunzimea linistita si melodioasa a marii  ...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Comic Sans MS;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;şi libertatea albastra a cerului pentru a fi fericita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-9134757636013078378?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/9134757636013078378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=9134757636013078378' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/9134757636013078378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/9134757636013078378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/04/3-trai-normal.html' title='3-A trai normal.'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-740778581060557061</id><published>2010-04-30T07:24:00.000+03:00</published><updated>2010-08-20T22:50:25.679+03:00</updated><title type='text'>3-Vivere normale.</title><content type='html'>   &lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.2  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;    Stavo parlando con un amico rumeno, sordo profondo, di una cosa importante: la normalità. Il suo punto di vista maschile, che io comprendo bene, credo che rispecchia tante persone, ma mi chiedo se rispecchiano di più gli uomini rispetto le donne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;          &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Esistono da sempre i pregiudizi secondo la quale una persona con un deficit uditivo „non è normale”, invece tutti quelli che sentono „sono normali”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questa discriminazione o autodiscriminazione in base al deficit è una grande ingiustizia secondo me. Ma cos'è la normalità? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;      &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dice che l'impossibilità usare il telefono, non poter avere un lavoro che ti piacerebbe fare, non capire davanti al ufficio quando hai da risolvere qualche cosa, non capire certi voci delle persone sconosciute..., non capire alla tv senza i sottotitoli, dipendente sempre o quasi sempre di una persona, sempre chiedere un aiuto a qualcuno, vuol dire non essere normale.  Sicuramente non poter fare tutte quelle cose neccessari nella vita personale che danno la dipendenza di altre persone, conduce ad una vita „non normale”, ma non possiamo pensare che non siamo normali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;      &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lui mi ha raccontato un pò di sè, ha perso pian piano le frequenze importanti, prima di perdere l'udito in età adulta-ex-udente- ha fatto la musica, e adesso non può fare più le cose che amava e ha dovuto cambiare professione, ma va sempre difficile senza usare il telefono perchè perde i clienti. Certamente il passeggio è un pò drammatico. Sua moglie non ha problemi di udito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;       &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dice che ha accetato la sordità, ma accetta anche il fatto che non sarà „mai normale”-sono le sue parole- se non riesce fare le cose normali. Sembra un pesimista, ma ha anche un'amore della bellezza della vita che mi piace. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;       &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non sa ancora se delle protesi più performanti lo aiuterebbero, e con l'impianto cocleare in Romania non se ne parla nemmeno. Sono veramente in pochi quali riuscrebbero pagare il prezzo altissimo tra 20.000-25.000 euro, e questo è il prezzo solo dell'impianto-dipende dalla clinica e della marca dell'impianto-senza mettere anche la logopedia, asigurazione pezzi di ricambio, asistenza tecnica, mappaggio-tutte queste non sono assigurati nemmeno per i bimbi, forse solo la logopedia per i piccoli. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;        &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le privazioni-usare il telefono, ecc- che conosco anch'io, mi hanno dato un complesso di inferiorità in passato, è una bariera che sogno ancora di superare. Io sogno troppo? Sono consapevole che la risposta può essere „si”... ma questa è la bellezza della vita:sognare.  Però non mi sono mai vista come una persona quale „non è normale”. Sarà perchè le donne sono più forti come si dice?  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;        &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ho guadagnato nel tempo l'autostima, non sò come sono riuscita visto la mia grande sensibilità. Mi sento anche con un  „istinto di autoconservazione” fortissimo, probabilmente in risposta alla mia sensibilità.  Ma di certo mi ha aiutato molto anche il residuo acustico rimasto, se non fosse cosi, non sentire niente mi spaventa, mi spaventa perdere il mondo dei sogni. Si, senza sentire niente non riesci a vivere normale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;        &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Superare le bariere non è facile. La famiglia, i cari, le persone che ti vogliono bene, sono molto importanti, per darti la spinta di andare avanti, di farti coraggio. Per me, le parole che sentivo da piccola „Non puoi....” non esistono più. Anche se non riesco parlare al telefono, non devo rifiutare la sfida della vita solo perchè non sento bene. In nessun caso un genitore non deve suggerire, forse senza accorgersi quanto fa male in futuro, al bambino la sua propria mentalità „lui non può fare quello o quella...”. La fiducia in te stesso è impotante.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;        &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il fatto che spesso i bambini che ci sono intorno al tuo figlio sordo, sono cattivi riflette proprio la figura o la mentalità dei propri genitori indifferenzi alla sua crescita emozionale, psicologica e comportamentale. Lui da piccolo prende „l'impronta” del genitore che ammira di più, dal ambiente famigliare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;         &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' difficile diventare combatenti da piccoli, ma serve molto a crescere più particolari come persone in futuro. Più profondi. Forse anche più forti. Senza quella mentalità „non sono normale”... Accettare la sordità è una cosa, pensare in modo complessivo è un'altra cosa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;       &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Io mi sono accettata la sordità, non mi nascondo e non mi vergogno. Voglio la felicità nelle piccole cose, nelle cose semplici. E perchè non combatere a migliorare la propria vita? Perchè non sognare, perchè dicono tutti „questa è la relatà, non si pò, è impossibile” ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;       &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ho combatuto sempre da sola e lo sò quanto può essere difficile. Ma non mi sono mai lasciata li dove sono caduta, mi sono rialzata sempre. Da sola, ma mi sono rialzata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;       &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sono passati quattro mesi dal mio nuovo acquisto, la protesi digitale. Ho spesso un sacco di soldi, ancora aspetto il rimborso, ma non me ne pento per niente. La differenza rispetto la vecchia protesi analogica è la clarità, me la cavo meglio, ma purtroppo non riesco seguire una conversazione di più persone,  adesso sento più chiaro il verso degli uccellini piccoli, alcuni non li sentivo più da un pò di tempo. Sento da lontano il mio nome, ma non individuo da dove viene la voce, destra, sinistra, dientro...devo individuare con gli occhi, il colmo è che sento chiaro la voce, e questo mi fa impazzire a volte. Importante è che sento cosi come sento. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;   La tv non ho mai capito prima, adesso capisco certe parole, a volte frasi, ma non riesco seguire senza usare le cuffie, chi mi danno una inteligibilità che ho scoperto con meraviglia. La musica ha un'altro ritmo, è meravigliosa. La vita fatta dei colori dei suoni è meravigliosa, vorrei sentire tutti i colori! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;        &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E il telefono? Mai usato. Se certe volte ho capito la voce dei famigliari, anche di mia nipote che si è meravigliata che ho riposto io alla chiamata. Ma non sono ancora sicura di me. Non ci poso credere... Non ho coraggio di ripondere ad una chiamata o di chiamare, mi viene un bloccaggio subito. Mi viene se pre da pensare che solo con le voci che conosco potrei parlare al telefono. Mi ricordo nella infanzia, avevo la protesi, e mia mamma mi ha lasciato a parlare al telefono, eravamo da qualcono a casa, noi non avevamo telefono allora, e mi ha aiutato lei a rispondere, suggerirmi le domande che dovevo sentire io, con le labbra. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;      &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pratticamente è la prima volta che uso il telefono per parlare, mi sembra normale aver emozioni. Prima usavo la vivavoce, ma non capivo quasi mai o non tutto, molto frustrante. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;      &lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vivere normale è difficile, è dolososo, frustrante ma mi insegna anche quanto sono importanti altre piccole o grandi cose, guadagnate più o meno difficile, piccoli passi che danno soddisfazioni, la gioia di vivere... E come la proffondità dei propri sentimenti che nascono forse dalle mie frustrazioni tocca a volte il cielo, a volte la terra... Vorrei la proffondità tranquilla e melodiosa del mare... e la libertà azzurra del cielo per essere felice. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-740778581060557061?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/740778581060557061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=740778581060557061' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/740778581060557061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/740778581060557061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/04/3-vivere-normale.html' title='3-Vivere normale.'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-4016257629581158453</id><published>2010-04-27T22:20:00.000+03:00</published><updated>2010-04-27T22:31:47.073+03:00</updated><title type='text'>2-Amintiri.</title><content type='html'>Ştiam că scrisul este o terapie incredibila.. &lt;br /&gt; Înainte de a ajunge internetul în mica mea lume şi o va extinde, am scris multe scrisori ... un munte de scrisori de-a lungul anilor.  Scrisoarea către o prietena de corespondenta sau  catre persoane necunoscute mie, imi dadea iluzia  ca împărtăşesc cuiva toata greutatea mea.&lt;br /&gt;Era o punte către lume.  Aşteptam cu nerăbdare o scrisoare, un răspuns. &lt;br /&gt; Acum ma simt ca si cum as avea în faţa mea o persoană imaginară, poate un psiholog, sunt intinsa pe canapea şi privesc in gol căutand cuvintele în mine însami.  Si el spune: "Hai,  mergi in trecut, spune-mi ce vezi!" &lt;br /&gt; Aud vocea mamei mele în timp ce ea mă ajută cu temele. La voce del mio insegnante di scuola primaria, il quale veniva sempre vicino alla mia banca e mi spiegava la pronunzione delle parole, mi insegnava con tantissima pazienza a leggere. Vocea invatatorului din şcoala primara, care era mereu aproape de banca mea şi imi explica pronuntia cuvintelor, m-a învăţat cu multa răbdare să citesc. &lt;br /&gt; N-am facut logopedie, poate pentru ca aveam un sentiment intuitiv de înţelegere, citeam de asemena pe buze ... dar cred că am facut cu el un fel de „logopedie” fara sa imi dau seama pana acum, pentru că eram „speciala” intr-o clasa se auzitori . Imi explica scandand rar cuvintele, cu multa claritate. Aveam doar o ureche cu un reziduu acustic iar celalalta 100% surda ca şi azi. &lt;br /&gt; Poate nu mi-am dat seama până acum, cat datorez acestui invatator cu aceasta sfanta rabdare. În primii ani de şcoală nu purtam nici macar proteza, nu am fost protezata imediat. Imi amintesc că nu înţelegeam şi eram confuza, dar nu realizam. Abia în clasa a treia un alt simplu control la un medic orl si doar acela a sfatuit proteza. &lt;br /&gt; Unul dintre medicii consultati înainte de acest moment era un medic militar orl, chirurg.  Era  minunat, unul dintre puţinii care nu pretindea nici nu primea „cadouri” pentru un control sau alte lucruri în spital, un medic cu onoarea de a respecta pacienţii, suferinta lor. Iubea copiii. Mi-a daruit un ursuleţ de pluş şi vorbea cu tandrete. &lt;br /&gt; El a sfătuit-o pe mama să nu urmez şcoala specială pentru surzi, pentru a evita limbajul semnelor.  Nu mergeam la şcoală încă, abia la varsta de 7 ani am inceput sa merg.  Conform parerii sale, şcoala normală m-ar ajuta sa recuperez mai bine printre copii auzitori, sa vorbesc. Şi dupa parerea mea a fost un sfat foarte bun. &lt;br /&gt; Spus ceva referitor la nervul auditiv, care s-ar putea reface in timp şi de aceea nu a încurajat proteza. Deoarece cu proteza auzul scade în timp. &lt;br /&gt; El nu mai este dar nu l-am uitat, datorită probabil ursuletului de pluş, de asemenea si ochii lui albaştri mi-i amintesc foarte bine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Eram mica, este ciudat că eu încă mai amintesc. &lt;br /&gt;România şi sistemul sau de sănătate se afla încă în aceeasi mentalitatea balcanică, astfel încât a pretinde sau lasa aluzia unui „cadou” (bani sau cadouri) este un lucru normal, care nu surprinde pe nimeni.  Dar cine poate să spuna sus si tare ca este o nedreptate?  Ca nu suntem o marfa ci fiinte umane? În zadar. &lt;br /&gt; Din păcate, astăzi este inca si mai rău fata de timpurile copilăriei mele. Sono rari i bravi medici. Sunt rari medicii foarte buni.&lt;br /&gt; Cei  vechi au fost medicii de "clasă", care si-au onorat profesia nobila în vremuri de dictatură.  Au fost si acei  „materialişti”, dar azi nu mai exista nici o rusine, compasiune, umanitate. Cuvintele sunt prea sărace. &lt;br /&gt; La acea vreme nu prea exista informaţie, multe lucruri interzise, cenzura, chiar şi în televiziune ... Îmi amintesc bine atunci când programul de televiziune se încheia la ora 22.00,  tot mai puţine ore de televiziune, lumina se stingea la ora 22.00 ...in fiecare zi. Magazine cu rafturile aproape goale sau într-adevăr goale, lungi cozi la magazine pentru un kg de carne, în ultimii ani pana la revoluţie erau alimente  raţionalizate la fel ca în timp de război, painea raţionalizata, toate produsele alimentare de stricta necesitate. &lt;br /&gt; Mă opresc aici, pentru ca acum sa descriu viaţa de azi ar fi de necrezut, şi nu într-un sens pozitiv, cu toate că rationalizarea aceea oribila nu mai este.&lt;br /&gt; Şi proteza ... cu tot zgomotul  acela de la şcoală, nu înţeleg cum am putut îndura, în fiecare zi aveam acufene-astăzi au dispărut complet. Dar cel puţin intelegeam vocea, numai în faţa mea şi citind pe buze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-4016257629581158453?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/4016257629581158453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=4016257629581158453' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/4016257629581158453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/4016257629581158453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/04/2-amintiri.html' title='2-Amintiri.'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-1357669443163762728</id><published>2010-04-27T18:33:00.000+03:00</published><updated>2010-04-27T18:40:54.307+03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diario'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sordità'/><title type='text'>2-Ricordi...</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.2  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;    Sapevo che scrivere è una terapia incredibile....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Prima di arrivare l'internet nel mio piccolo mondo e allargarlo, ho scritto tante lettere...una montagna negli anni. La lettera verso un'amica di corespondenza via posta oppure verso persone sconosciuti a me, mi dava l'illusione di condividere tutto il mio peso.Era un ponte verso il mondo. E aspettavo con impazienza una lettera che arrivi, una risposta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;           &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Adesso mi sento come se avessi davanti a me una persona immaginaria, forse un psicologa, sono stesa sul divano e guardo in vuoto cercando le parole dentro di me stessa. E lui mi dice: „dai, vai nel tuo passato, dimmi cosa vedi!”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;             &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Sento la voce della mia mamma mentre mi aiuta a fare i compiti. La voce del mio insegnante di scuola primaria, il quale veniva sempre vicino alla mia banca e mi spiegava la pronunzione delle parole, mi insegnava con tantissima pazienza a leggere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;            &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Non ho mai fatto logopedia forse perchè avevo una percezione intuitiva di capire, leggevo anche le labbra...ma credo che con lui ho fatto, senza accorgermi fin'ora, un genere di „logopedia”, perchè ero speciale in una classe di udenti. Mi spiegava scandendo le parole, raro e con tanta chiarezza. Avevo solo un'orecchio con un residuo acustico, e l'altro sordo 100%, come anche oggi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;           &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Forse non mi sono accorta, fin'ora, quanto devo a questo insegnante con quella santa pazienza... Nei primi anni di scuola non portavo nemmeno la protesi acustica, non sono stata protesizzata subito. Mi ricordo un pò che non capivo e facevo confusioni, ma non mi accorgevo. Appena nella terza media un'altro semplice controllo dal otorino e soltanto quello ha consigliato la protesi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Uno dei medici consultati prima di questo momento della protesi era un medico militare otorino, chirugo. Era meraviglioso, uno dei pochi che non hanno preteso e nemmeno ricevuto regali per i controli o altre cose da fare in ospedale, un medico con l'onore di rispettare i pazienti, le loro sofferenze. Amava i bambini. Mi aveva regalato un orsacchiotto di peluche e mi parlava con tenerezza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;E' lui che ha consigliato mia mamma di non farmi seguire la scuola speciale per i sordi, per evitare la Lis. Non andavo ancora alla scuola, appena a 7 ani ho incominciato ad andare. Secondo il suo parere la scuola normale mi aiuterebbe a recuperare meglio, tra i bambini udenti, e parlare. E secondo me è stato un ottimo consiglio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;        &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Diceva anche qualcosa del nervo acustico che si potrebbe rifarsi nel tempo e per questo non ha consigliato la protesi. Perchè con la protesi cala l'udito nel tempo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;   Lui non c'è più, ma non l'ho dimenticato forse grazie al peluche ma anche ai suoi meravigliosi occhi azzurri che ricordo benissimo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Ero molto piccola, è strano che mi ricordo ancora. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;         &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;La Romania e il sistema sanitaria si trovano ancora nelle stesse mentalità balcaniche, per cui pretendere o lasciare un'allusione di un regalo (soldi o regali in oggetti) sia una cosa normale, che non meraviglia nessuno. Ma chi alza la voce a dire che è ingiusto? Che non siamo merce? In vano alzerebbe la voce. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;        &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;Purtroppo oggi è ancora peggio di quei tempi dalla mia infanzia. Sono rari i bravi medici. Quelli vecchi erano i medici di „classe” che onoravano la nobile professione in tempi di dittatura. C'erano anche quelli „materialisti”....ma oggi non c'è più vergogna, pietà, umanità. Le parole sono troppo povere.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;        &lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;All'epoca non c'era informazione, solo la passaparola, tante cose vietate, la censura, anche nella televisione... Ricordo bene quando il programma televisivo finiva alle 22.00, sempre meno ore di tv, poche ore di luce, alle 22.00 si fermava anche la luce...tutti i giorni. I negozi con i scaffali quasi vuoti o vuoti davvero, le lunghi file alle porte dei negozi per un kg di carne, negli ultimi ani fino alla revoluzione anche gli alimenti razionalizzati come nei tempi della guerra, il pane razionalizzato, tutti gli alimenti  strettamente necessari. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;   Mi fermo qua perchè oggi per descrivere la vita di oggi sarebbe ancora più incredibile e non nel senso positivo, anche se quella razionalizzazione orribile non c'è più.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"&gt;        &lt;span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 15pt;font-size:130%;" &gt;E la protesi...con tutto quel casino rumoroso dalla scuola, non capisco come mai sono riuscita a sopportare, avevo acufeni ogni giorno, cosa che oggi è sparito completamente. Ma capivo almeno la voce, solo davanti a me e leggendo le labbra. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-1357669443163762728?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/1357669443163762728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=1357669443163762728' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/1357669443163762728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/1357669443163762728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/04/2-ricordi.html' title='2-Ricordi...'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-6628527396755981169</id><published>2010-04-26T16:29:00.000+03:00</published><updated>2010-04-26T17:27:03.988+03:00</updated><title type='text'>1- Orizontul inchis.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;  Privind &lt;span style="font-size:100%;"&gt;inapoi in timp... Copilarie fericita, fara constientizarea a ceea ce eram. Dar atunci auzul era ceva mai bun. Anii tandri, prieteniile pe care le faceam cu usurinta, vacantele, jocurile, ani fara ganduri, inca departe de intrebarile existentiale "de ce eu? de ce sunt asa? de ce nu aud ca si ei...?"&lt;br /&gt;Purtam aparatul auditiv si urmam scoala normala printre auzitori. Pe atunci lumea, pentru mine, nu era impartita in doua: auzitori si surzi. Printre ei, eu ma simteam ca si ei, iar in primii ani rautatea proverbiala a copiilor-azi cred ca sunt vinovati parintii pentru aceasta rautate-nu ma atingea inca. Eu nu ma simteam diferita nici macar stiind ca doar eu din toata clasa purtam un aparat care ma ajuta sa aud, de care eram si voi fi dependenta toata viata.&lt;br /&gt;Pentru mine era natural totul, convietuiesc cu aceasta de mica si face parte din personalitatea mea.&lt;br /&gt;Nu aceasta m-a marcat cel mai mult cum mereu credeam eu, cu timpul mi-am dat seama ca cea mai mare durere a fost aceea de a trai inchisa in acest satuc, ca lupta mea de a iesi a falit si atunci chiar credeam ca sunt eu insami o falita. Durerea de a fi constransa sa traiesc cu momentele mele de depresie, de gol imens, sub o cupola de sticla....unde ai mei, cu siguranta mult mai marcati decat mine, credeau, in mentalitatea lor simpla, ca m-ar fi protejat de rani.&lt;br /&gt;Azi inteleg,fiecare parinte al unui copil surd vrea sa isi protejeze fiul dar eu nu as face nicodata aceste greseli, de a inchide copilul sub o cupola de sticla, pentru ca nu il protejezi ci cu timpul ii faci rau, creste slab si neluptator. Nu imi judec parintii, ii iubesc foarte mult, azi stiu ca asa erau ei in acele timpuri, mi-au dat toata dragostea, siguranta, dar nu era suficient pentru a invata sa traiesc ca un adult.&lt;br /&gt;Eu am invatat azi din trecutul meu ca un copil are nevoie de experiente pentru a invata sa traiasca, ca numai infruntand se traieste viata, ca e facuta si din dureri, din dezamagiri, caderi...si sa inveti sa te ridici pentru a o infrunta.&lt;br /&gt;In adolescenta nu eram deloc senina, incepeam incet-incet sa traiesc in spatele surditatii, sa dau nastere complexelor de inferioritate. Ma doare sa privesc inapoi dar poate gasesc vindecare scriind despre realitatea mea, traita sau aceea pe care o traiesc acum.... Cu siguranta, aceasta constrangere a mea de a trai aici e legata si de auz, auzul mi-a conditionat destinul. M-am nascut in mediu rural, printre mentalitati si prejudecati vechi dintodeauna dupa care viata trebuia sa se aseze...asa erau acele timpuri, azi s-au mai schimbat oarecum. Nu uit ca atunci traiam in plina dictatura, erau timpuri inchise...eu nu simteam lipsa unor anumite lucruri in timpul dictaturii pentru ca traind la tara aveam totul necesar, nu lipsea hrana, in schimb la orase era mai dramatic dar cred ca nu se simtea, era o dictatura ascunsa. Asa, am avut o copilarie fericita. Dar imi lipsea ceva totusi....am fost nenorocoasa in aceasta mica lume rurala, din punct de vedere psihologic am crescut lent, m-am ridicat foarte lent din caderile mele, si sufeream mult dintr-o nesemnificativa rana in dragaoste...pentru ca nu intelegeam sensul vietii. Si nu aveam nici macar curajul de a infrunta lucruri diverse de ceea ce eu stiam in orizontul meu limitat, inchis...visam dar nu aveam curajul de a crede intr-un vis si de a infrunta realitatea dura pentru a-l implini, macar sa incerc....imi era frica de alte caderi, de alte suferinte. Acea suferinta ce traiam atroce pe pielea mea, in singuratate, in disperare, suferinta pentru ca visam o viata diferita, visam sa nu ma mai simt marginalizata, pentru mine era o suferinta totala, nu aveam putere pentru alte suferinte de infruntat, ma simteam slaba.&lt;br /&gt;Si asa m-am refugiat inca si mai mult sub cupola de sticla, in visele mele, in cartile de literatura universala-numai pentru ca nu gaseam nimic sa ma fi stimulat sa traiesc.&lt;br /&gt;La scoala colegii devenisera si mai rai, prostcrescuti, iar daca auzeam cuvantul "surda" ma ranea foarte mult. Lumea era impartita in doua: "normali" si "handicapati", o discriminare fara sens care nici macar azi nu a disparut. Eram foarte sensibila si nu luptam, nu raspundeam cu un cuvant de autoaparare. Nu aveam prietene apropiate, de inima, nici macar la scoala, pentru mine era clar azi ca discriminarile erau puternice.&lt;br /&gt;Visam sa fac liceul dar auzeam mereu mentalitatea alor mei: "tu nu poti..." si asa mi-a fost taiata increderea in mine insami. Auzul ma impiedica sa inteleg bine lectiile si pe profesori, si sincer nu eram buna la matematica, fizica, chimie-materii pe care nici azi nu le iubesc, nu intelegeam cand o colega incerca sa imi explice. Eram atrasa mult mai mult de literatura, materii "calde" si nu reci precum matematica. Si asa, terminata scoala, unde sa merg? Ce visam eu pentru viitor? Nu aveam nici macar o idee minima.&lt;br /&gt;Aveam o ruda, o femeie care lucra in timpurile acelea broderie. Are dreptate cine a spus ca destinul nostru e uneori influentat de stradutele vecine...ce puteam sa fac altceva atunci??&lt;br /&gt;Terminasem un an inainte cei 10 ani de scoala si punct....punct mort! Aveam 18 ani si am plecat la ea, intr-un oras vecin, sa invat meseria ei, broderia.  Punctul e ca imi placea mult, o faceam foarte bine dar terminate "lectiile" de broderie si revenita din acel oras unde am fost cu iluzia de a iesi de aici si cu speranta ca voi putea trai apoi acolo, lucrand, repet, reintoarsa in satucul meu....din nou momente de depresie...am lucrat asa, acasa, 12 ani, independenta dar fara sa realizez mare lucru economic, aveam o ocupatie dar si foarte multa singuratate.&lt;br /&gt;De ce nu am fost sa lucrez intr-o firma asa cum era pe atunci? Pentru ca mi s-a spus ca trebuia experienta... apoi mi-era teama sa devin o sclava la norma, stiam ca sunt prea lenta, imi placea sa lucrez dar sa fac incet o  mica arta si nu la comanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;               .............................///............................. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-6628527396755981169?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/6628527396755981169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=6628527396755981169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/6628527396755981169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/6628527396755981169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/04/1-orizontul-inchis.html' title='1- Orizontul inchis.'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5261008021737718205.post-4380135082218929207</id><published>2010-04-25T13:54:00.000+03:00</published><updated>2010-04-25T14:08:59.337+03:00</updated><title type='text'>1- L'orizzonte chiuso.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_lZkthT9ZKIA/S9Qf8m4UDQI/AAAAAAAAACc/gehVX48cYFk/s1600/solitude__by_smokedval.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_lZkthT9ZKIA/S9Qf8m4UDQI/AAAAAAAAACc/gehVX48cYFk/s320/solitude__by_smokedval.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464027373996608770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Guardando indietro nel tempo.... Infanzia felice,  senza la consapevolezza di quello che ero. Ma allora l'udito era un pò  meglio. Gli anni teneri, le amicizie che facevo con leggerezza, le  vacanze, i giocchi, anni spensierati, ancora lontani dalle domande  esistenziali:  "Perchè io? Perchè sono cosi? Perchè non sento anch'io  come loro??"... &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Portavo  l'apparecchio acustico e seguivo la scuola normale tra gli udenti.  Allora il mondo per me non era diviso in due, gli udenti e i sordi. Fra  di loro io mi sentivo come loro e nei primi anni la proverbiale  cattiveria dei bambini-oggi credo che per questa cattiveria sono  colpevoli i genitori con le loro mentalità chiuse-non mi toccava ancora. Io non mi sentivo diversa nemmeno  se sapevo che solo io da tutta la classe portavo un apparecchio che mi aiutava a sentire,  di cui ero e saro dipendente per tutta la vita. Per me era tutto  naturale, convivo con questo da piccola e fa parte dalla mia  personalità. Non è questo che mi ha marchiato di più come credevo  sempre, con il tempo mi sono accorta che il più grande dolore è stato  quello di vivere chiusa in questo paesello, che la mia lotta per uscire è  fallita e allora credevo davvero che io sono fallita. Il dolore di  essere costreta a vivere con i miei momenti di depressione, di vuoto  immenso, sotto la cupola di vetro.....dove i miei, certamente ancora più  marchiati di me, credevano nella loro mentalità semplice che mi  proteggessero di ferite. Oggi capisco, ogni genitore di bambino sordo  vuole proteggere il figlio, ma io non farei mai questi errori di  chiudere dentro una cupola il figlio, perchè non lo proteggi ma con il  tempo gli fai male, cresce debole, noncombattente. Non giudico i miei  genitori, gli voglio molto bene, oggi sò bene che cosi erano loro a quei  tempi, mi hanno dato tutta l'amore, sicurezza, ma non mi bastava per imparare a  vivere come adulto. Io ho imparato oggi, dal mio passato, che il figlio  ha bisogno delle esperienze per imparare a vivere, che solo affrontare  si vive la vita,  che anche di dolori e fatta la vita, di disillusioni,  cadute....e cosi impari a rialzarti e affrontare meglio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nell'adolescenza non ero  per niente serena, incominiciavo pian piano a vivere dietro la mia sordità, a far nascere i miei complessi di inferiorità.  Mi fa male guardare indietro, ma forse troverò la  guarigione scrivendo della mia realtà vissuta o quello che vivo adesso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Certamente questo mio vivere costretta qui è legato anche  all'udito, l'udito mi ha condizionato il destino. Sono nata in un mondo  rurale, con i pregiudizi e le mentalità vecchi da sempre, secondo cui  la vita si doveva sistemare....cosi erano i tempi di allora, oggi sono  un pò cambiati. Non dimentico che allora vivevamo la piena dittatura, erano  tempi chiusi....io non sentivo la mancanza di certe cose nella dittatura  perchè vivendo in campagna avevo tutto, non mancava il cibo, invece  nelle città la vità era drammatica, ma credo che non si sentiva, era una dittatura nascosta. Cosi ho avuto l'infanzia felice.   Ma mi mancava qualcosa eppure.... sono stata sfortunata in questo mio  piccolo mondo rurale, psicologicamente sono cresciuta lento, mi sono alzata  ancora più lento dalle mie cadute e soffrivo tanto per una piccola e  insignificante ferita in amore.....perchè non capivo il senso della  vita. E non avevo nemmeno il coraggio di affrontare cose diverse di  quello che sapevo io nel mio orizzonte limitato, chiuso...sognavo ma non avevo  coraggio di credere in un sogno e di affrontare la dura realtà per  compierlo, magari provare....avevo paura di altre cadute, di altre  sofferenze. Quella sofferenza che vivevo atroce sulla mia pelle, nella  solitudine, nella disperazione, sofferenza che provavo perchè sognavo  una vita diversa, sognavo di non sentirmi più emarginata, per me era una  sofferenza totale, non avevo forza per le altre sofferenze da affrontare, mi sentivo talmente debole. E cosi mi sono  rifugiata ancora di più sotto questa cupola di vetro, nei miei sogni,  nei libri pesanti e di cultura universale-solo perchè non trovavo niente  che mi stimolasse a vivere... &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Alla  scuola i miei collegghi diventarono più cativi, maleducati, e se sentivo  la parola "sorda" mi feriva molto....  Il mondo era diviso in due,  "normali" e "handicapati", una discriminazione sensa senso, che  nemmeno oggi non è sparita. Ero molto sensibile e non combatevo, non  rispondevo con una parola per difendermi. E non avevo amiche del cuore nemmeno alla scuola, per me è chiaro oggi che le discriminazioni erano forti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sognavo a fare il liceo ma sentivo sempre la mentalità  dei miei, da piccola sentita: "tu non puoi".... e cosi mi era stato  tolta la fiducia in me stessa. L'udito mi impediva a capire bene le lezioni e i  proffesori e sinceramente non ero brava in matematica, chimica, fisica, le  materie che nemmeno oggi non amo, e non capivo un tubo quando una  collega stava provando a spiegarmi. Ero attirata moltissimo di  literatura, materie "calde" e non freddi come la matematica. E cosi,  finita la scuola, dove andare? Che sognavo io del futuro? Non avevo una  minima idea. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Avevo un parente,  una donna che faceva a quei tempi la ricamatrice. Ha ragione chi ha  detto che il nostro destino è a volte influenzato di stradelle  vicine...che potevo fare altro allora?? Avevo finito un anno prima i 10  anni di scuola, e punto...punto morto! Avevo 18 anni, e sono andata da  lei in una città vicina a imparare il mestiere di ricamatrice  tradizionale, ma non a mano, con la macchima di cucire. Il punto è che  mi piaceva molto, e lo facevo benissimo, ma finite le "lezioni" di ricamo e rientrata da quella città  dove ero andata con l'illusione di uscire da qui e con la speranza che  potrò vivere poi li, magari lavorando, ripeto, rientrata nel mio  paesello....di nuovo momenti di depressione... ho lavorato cosi, a casa,  per 12 anni, indipendetemente ma senza fare un granchè economico, avevo  un'occupazione ma anche tantissima solitudine. Perchè non sono andata a  lavorare in una azienda com'erano allora? Perchè mi hanno prima detto  che serve l'esperienza...e poi non riuscivo a lavorare a comando, un  numero altissimo di pezzi....avevo paura di diventare una schiava a  norma, e lo sapevo che ero troppo lenta, mi piaceva lavorare, fare con  lentezza una piccola arte e non a comando.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;................................. ----  ..............................&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif; font-size: 18px; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5261008021737718205-4380135082218929207?l=cupoladivetro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/feeds/4380135082218929207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5261008021737718205&amp;postID=4380135082218929207' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/4380135082218929207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5261008021737718205/posts/default/4380135082218929207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cupoladivetro.blogspot.com/2010/04/1-lorizzonte-chiuso.html' title='1- L&apos;orizzonte chiuso.'/><author><name>Lilly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02564320158392535123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-b-2lIld0DMA/Te89yVuuHrI/AAAAAAAAAHM/uzDJaSXl7Hk/s220/PhotoFunia-7c57ac_o.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lZkthT9ZKIA/S9Qf8m4UDQI/AAAAAAAAACc/gehVX48cYFk/s72-c/solitude__by_smokedval.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry></feed>
